Olio Canino

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Olio di Canino: storia, caratteristiche e prezzi dell’olio nuovo (2019/2020)

 

 

Colore verde intenso e un aroma fruttato che rivela al palato inedite note amare e leggermente piccanti: l’olio extravergine d’oliva Canino è un monocultivar ottenuto dall’omonima varietà, vanto e pregio di una delle zone più belle del Lazio, la Tuscia.

LA SALVAGUARDIA DEGLI ECOTIPI LOCALI 
La regione Lazio, negli ultimi anni, ha avviato una serie di politiche economiche e agrarie che hanno avuto uno scopo ben specifico: recuperare gli ecotipi e i monocultivar tipici della Regione. Questa salvaguardia ha portato agli onori della ribalta una serie di varietà che da secoli caratterizzano con la loro forte personalità i percorsi eno-gastronomici della regione. Non solo, questa precisa politica ha permesso di proteggere il patrimonio genetico di alcune varietà che rischiavano di essere schiacciate da esemplari ben più blasonati e conosciuti a livello nazionale. L’olivo Canino è stato, insieme alla Minutella Casarè o al Leccino Collececco ad esempio, uno dei monocultivar che hanno tratto i maggiori benefici da questa attenta rivalutazione del patrimonio olivicolo laziale.

CARATTERISTICHE DELLA VARIETÀ CANINESE

Siamo nella provincia di Viterbo, nella cittadina di Canino. Qui, su una superficie che sfiora gli undicimila ettari coltivati, sorgono olivi che si distinguono per la chioma folta e per le foglie che presentano una forma insolitamente stretta. Il Canino, questo olivo così rustico eppure così raffinato al palato, ha trovato in queste zone un terroir perfetto, tanto da adattarsi senza problemi a condizioni pedoclimatiche uniche nel loro genere: tanto vento e temperature basse che metterebbero alla prova anche le varietà più resistenti. Questo albero così maestoso produce olive che si lasciano cogliere in epoca tardiva. Non sono molto grandi, è stato calcolato infatti che ogni frutto pesa non più di 1,5 grammi. Eppure, anche in questo caso, la varietà caninese si distingue per le evidenti contraddizioni: frutti piccoli ma grandi rese che si aggirano intorno al 20%. Il merito va alla presenza di un nocciolo piccolo e poco pesante e di una forte resistenza al distacco. Un grande pregio è rappresentato dal fatto che questa varietà è molto resistente all’attacco di parassiti nocivi quali la mosca oppure infezioni quali la rogna. Da questo ne deriva l’uso limitato di antiparassitari e pesticidi, un vantaggio particolarmente apprezzabile. La varietà Caninese popola la Tuscia da tempo immemorabile. Pare infatti che gli Etruschi amassero coltivarla e godere dei suoi frutti. Negli anni Cinquanta la riforma agraria che ha interessato queste zone ha espropriato alcune terre ai principi di Torlonia, signori della zona, per darle in mano a cooperative di contadini che, con mano abile e sapiente, hanno saputo condurre questa varietà sulla strada del successo.

L’OLIO EXTRAVERGINE CANINO: ANATOMIA DI UN SUCCESSO

L’extravergine Canino ha ottenuto la certificazione Dop nel 1998. Secondo il disciplinare di produzione, l’olio è ottenuto dalla varietà omonima in purezza o con cloni quali Leccino, Morraiolo, Pendolino e Frantoio, autentici rappresentanti dell’ “oro verde” dell’Alto Lazio. Il percorso sensoriale del Canino Dop è quello tipico degli esemplari di gran pregio. Lo sguardo viene sedotto da un colore verde intenso, percorso da brillanti riflessi dorati. L’olfatto invece rivela un piacevole sentore di oliva matura che sfuma in note piacevolmente amare e ben strutturate. L’odore intenso e penetrante stimola il ricordo di erbe aromatiche profumate, particolarmente gradevoli al palato. Il gusto conferma la perfetta corrispondenza bocca-naso. Il sapore è mediamente piccante e con una nota amara che solletica il palato, soprattutto se usato a crudo in zuppe di legumi, minestroni o erbe di campo. Perfetto da assaporare con bruschette aromatiche e grigliate di carne, il dop Canino è l’olio ideale per friggere in totale sicurezza, grazie alle sue caratteristiche organolettiche.

Read 156 times Last modified on Martedì, 21 Luglio 2020 16:41

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